BATTLEFIELD 4
Descrivere il canovaccio narrativo di Battlefield 4 è, come sempre, la parte più facile della recensione. America vs Cina: gli americani brutti, cattivi e capitalisti hanno ucciso il leader dagli occhi a mandorla e ora la repubblica socialista minaccia di far saltare in aria tutto quello che potrebbe esplodere. Il destino del mondo è affidato alla squadra Tombstone, guidata dal sergente maggiore Recker, incaricato di fermare il nuovo tiranno Chang.
Una partita a ping pong sarebbe stata più emozionante. Come al solito gli sviluppatori si sono impegnati meno di zero nel proporre una storia quantomeno godibile. Sarà la solita sequela di cut-scene inutili, di situazioni citofonate e cliché a rotta di collo. Il tutto, talvolta, è anche abbastanza irritante perché palesa continuamente quanta poca cura i DICE ripongano nel comparto single player dei propri titoli.
